Filippo: niente è IMPOSSIBILE... davvero!

Il testo della nota diffusa su Facebook da Filippo Cannizzaro, candidato a Consigliere Comunale della lista Catania Bene Comune.

 

Volevo scrivere qualcosa per voi, è il momento giusto per farlo e anche il mezzo, perché è qui che siete un po' tutti e questo social network che ho tanto bistrattato in passato si è invece rivelato dannatamente utile.

 

Mi trovo  nel mezzo di questa  “mischia”, che però niente ha che fare con quelle del rugby, perché in campagna elettorale persino le regole più insignificanti non vengono rispettate dagli stessi candidati. E, fidatevi, ve lo dice uno che, nonostante tutto, ama il calcio (Il calcio è calcio, diceva Boskov).

 

La campagna elettorale mi ha sempre infastidito, ma continuare a fare il cane sciolto avrebbe significato produrre qualche goccia e abbandonarla in un oceano, sporadicamente qua e là; spesso e volentieri, in questi anni, mi sono domandato se la piccola parte che ho sempre fatto fosse l'unico modo di incidere in una città appiattita, una città con il più alto tasso di dispersione scolastica, sempre più povera di spazi di aggregazione per i suoi bambini e le sue bambine.

 

Ebbene, i compagni di Catania Bene Comune sono riusciti a coinvolgermi, a convincermi che bisogna tornare a credere e a organizzarsi partendo dai nostri bisogni e dalle nostre aspettative.

Ognuno con le proprie sensibilità, competenze, passioni e attitudini, attraverso un lungo, lunghissimo lavoro di controinformazione e di discussione per CREARE OPINIONE su temi di interesse comune.

 

In questi ultimi anni ho lavorato PER i minori e CON  i minori in diversi quartieri della città (da San Cristoforo a Picanello, da Barriera e a S.G. Galermo) accorgendomi sempre più che è questo il  momento di esserci, dopo decenni di abbandono e disinteresse verso i più poveri,  di fare i conti anche con l' impoverimento culturale, grazie al quale proliferano le sottoculture; il momento di valorizzare anche chi, nelle spaventose sacche di povertà, mantiene dignità  e coscienza, dandosi da fare in qualunque modo e riuscendo con fatica a rimanere nella legalità.

Tuttavia, anche i luoghi in cui si costruisce giorno per giorno “sul campo” scompaiono, o meglio, vengono inglobati in mega-progetti speculativi e poi regolarmente abbandonati al vandalismo e al degrado.

 

È per questo che bisogna rimettere le scuole al centro dei quartieri, fare in modo che le piazze tornino a essere il loro cuore pulsante. 

I luoghi di aggregazione sportiva, ludica e creativa, non possono essere solo quelli dei pochi oratori o di qualche associazione virtuosa sparsa qua e là, ma devono essere delle pratiche costanti in ogni quartiere e devono soprattutto essere strutture pubbliche.

Chi vuole governare questa città deve capire che ci sono delle priorità e una di queste è che bisogna ripristinare le strutture esistenti e renderle multifunzionali, creare una rete con operatori socioculturali e sportivi e ripartire dai BAMBINI e dalle loro mamme e papà.

Non possiamo far finta di nulla e non possiamo  più permettere che vengano chiusi avamposti della vera lotta alla mafia e del riscatto sociale come villa Fazio e il CPO Experia, frequentati da centinaia di ragazzi con svariati interessi, ma con il fine comune di creare una nuova cultura dell'appartenenza: rispetto delle diversità, solidarietà, capacità di ascolto, preziose regole di convivenza civile che possono essere costruite solo attraverso spazi come questi. 

La manovalanza a buon mercato è la prima arma della mafia e, secondo me , l'unica che noi possiamo contrastare ad armi non pari, ma addirittura impari e, per una volta, a nostro favore. 

La riforma Gelmini ha proseguito con i tagli alla scuola pubblica; noi rispondiamo proponendo le scuole aperte anche nel pomeriggio con attività sportive, laboratori e doposcuola, che è il modo  migliore per legare i ragazzi ai luoghi scolastici.

 

Stiamo costruendo lentamente un progetto con molti ostacoli, tra lo scetticismo e l'indifferenza di alcune aree: Catania Bene Comune è nata, nonostante le perplessità di alcuni, dall'incontro di diverse realtà cittadine che si conoscevano, che avevano fatto percorsi paralleli e che hanno deciso di incrociare i loro cammini, convinte come non mai che era giunto il momento.

 

Sara è riuscita a coinvolgermi, ancora mi chiedo come abbia fatto, e ho quindi deciso di spendere il mio tempo e le mie energie in questa campagna elettorale per sostenere la lista e il candidato sindaco Matteo Iannitti.

Matteo lo conosco da tanto, non siamo mai stati amici, ma abbiamo molti amici in comune, uno in particolare molto caro ad entrambi. Lo conosco soprattutto perché Matteo è Matteo, il Matteo delle battaglie nelle piazze, all'università, con i pulizieri delle scuole e con i senza casa, nelle lotte per i diritti degli omosessuali e nel partito che ho sempre votato e di cui ero un iscritto, contribuendo alla nascita del Circolo dei Precari. 

 

Ho scelto di sostenerlo perché credo che a Catania non sia mai, dico mai, stata costruita una lista per le amministrative così distinta e distante dalla politica istituzionale e dai partiti tradizionali che ci hanno lasciato una città disillusa e impoverita, gestita finora nell'interesse di pochissimi a danno di tutti i cittadini.

 

Non si tratta di velleità di vittoria, ma della volontà di continuare a esserci proponendo temi e metodi differenti da quelli che ci hanno fin qui propinato le amministrazioni sia di centrodestra che di centrosinistra, di riappropriarci delle piazze con pratiche e lotte che seguano il solco di figure che appartengono alla nostra memoria, come quella di Peppino Impastato, solo per fare un esempio.

 

Abbiamo avuto il coraggio di inoltrarci in questa giungla, sconosciuta a molti di noi, delle elezioni  amministrative per sviluppare e divulgare con la nostra presenza proposte serie, discusse, concrete e condivise. 

A chi ci accusa di essere troppo giovani, diciamo che questa non è una colpa, ma semmai una marcia in più; a chi ci rimprovera di non avere esperienza, diciamo che non abbiamo esperienza di inciuci e affari sporchi, ma abbiamo l'esperienza di chi ha sempre creduto in un'idea di città diversa, sganciata dai gruppi di potere che hanno causato questo incredibile dissesto finanziario. 

 

Crediamo che Matteo abbia qualcosa in più rispetto agli altri: è giovane, ma è una persona seria, con  una grande capacità di ascolto, la dote innata della sintesi e la forza di aggregare. 

Non conoscevo tutti i militanti che hanno partecipato a questa avventura, e vi posso assicurare che le persone nuove con cui ho avuto modo di confrontarmi sono state tutte una bellissima scoperta.

Siamo stati in giro per la città, per i mercati maggiori e per i mercatini dei quartieri, e ho avuto la possibilità di raccogliere i pareri e  i pensieri di centinaia di persone: ecco, questi incontri mi hanno convinto che qualcosa si sta muovendo rispetto al passato. 

 

Abbiamo l'ambizione di credere che questa campagna elettorale, qualunque sia il risultato, sarà comunque un grande successo.

Abbiamo l'ambizione di riuscire ad aggregare attivamente tutta quella parte di città che non è riuscita a comprendere lo sforzo fin qui sostenuto e tutti coloro che non siamo ancora riusciti a raggiungere a causa dei nostri mezzi limitati.

Aver ottenuto la visibilità e l'attenzione di televisioni, giornali, giornalisti, giovani, anziani, ragazze, ragazzi, mamme, papà, nonni, nonne, precari, disoccupati su determinati temi che non avremmo avuto modo di far emergere altrimenti è solo il primo passo con cui abbiamo iniziato a  far circolare la nostra idea di città. 

Un'idea costruita attraverso i gruppi di lavoro tematici che hanno dato vita al programma di Catania Bene Comune, con proposte straordinarie come:

 

- una commissione d'inchiesta sul debito pubblico contratto dalle precedenti amministrazioni, che verifichi quanta parte di questo debito sia illegittimo e quindi non vada a gravare  sul cittadino;

- la ripubblicizzazione dei servizi come trasporti,  rifiuti ed energia che devono tornare pubblici attraverso un ente di diritto e con nuove assunzioni attraverso bandi pubblici.

- lo stop deciso al progetto del PUA,  un'opera faraonica e speculativa con un enorme impatto ambientale sull'oasi del Simeto;

- uno sviluppo sostenibile che parta dalle risorse già esistenti (mare, montagna, beni architettonici); spiagge e litorali pubblici; apertura del porto alla città.

- potenziamento dei trasporti pubblici in centro, disincentivi all'uso delle auto, incentivi all'uso delle biciclette e collegamento, sull'esempio di città come Londra, delle periferie al centro.

 - le piazze che devono tornare a essere piazze e non più parcheggi per auto (piazza Duca di Genova, piazza Umberto e tante altre).

- le unioni civili, per il diritto di ognuno di amare chi vuole.

- la cittadinanza a tutti i nati a Catania da genitori migranti.

- un no deciso alle diaspore di interi quartieri come nel caso di San Berillo vecchio, colpito dalla speculazione edilizia, poi abbandonato e saccheggiato, i cui abitanti sono stati deportati in quartieri-ghetto; o come nel caso del quartiere Antico Corso, devastato dal progetto Urban e ora di nuovo nel mirino con il progetto di chiudere due ospedali fondamentali per la città come il Santo Bambino e il Vittorio Emanuele per far posto a un campus universitario (!!!). 

 

Sono solo alcune delle cose che abbiamo in mente per Catania, quindi basta dubbi e tentennamenti: è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e provare a metterle in pratica tutti insieme!

 

Per questo, il 9 e il 10 GIUGNO VOTATE la lista CATANIA BENE COMUNE e MATTEO IANNITTI SINDACO.

 

 

            

                              ''A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare?''   (Pippo Fava)                  

                              ''La resistenza è quando il popolo prende coscienza''             (Don Gallo)

                              ''Restiamo Umani''                                                             (Vittorio Arrigoni)

Domenica 9 Giugno 2013

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