Società partecipate. Procura apre inchiesta sulle nomine. Bianco e Parlato chiariscano.

Le notizie di stampa circa l'apertura da parte della Procura di Catania di un'indagine sulle nomine di Presidenti e Consigli d'Amministrazione delle società partecipate del Comune di Catania confermano l'importanza delle denunce pubbliche effettuate nel mese di settembre da Catania Bene Comune, da altre forze politiche e da alcuni consiglieri comunali.

Adesso anche la Procura si interroga sulla liceità del criterio adottato dalla Giunta per la nomina dei vertici delle società partecipate: la spartizione politica.

Sta ai magistrati chiarire se si configurano reati nelle modalità di nomina degli amministratori delle società partecipate.

Alla cittadinanza, alle forze politiche e all'amministrazione comunale non è tuttavia consentito il silenzio su una vicenda che prima di riguardare l'attività della magistratura riguarda la vita di centinaia di migliaia di catanesi.

Le società partecipate non hanno come azionista di maggioranza il Sindaco e neanche i capicorrente della maggioranza in Consiglio Comunale. Azionisti sono le cittadine e i cittadini catanesi. Donne e uomini che esigono che i servizi pubblici locali funzionino, che esigono che nessuno li utilizzi per accontentare qualche area politica in cerca di nomine in incarichi pubblici.

L'amministrazione comunale ha l'obbligo di spiegare con che criterio si sono svolte le nomine.

A tal proposito il verbale dell'assemblea dei soci della società Catania Multiservizi appare emblematico per descrivere il meccanismo di nomina e il coinvolgimento del Sindaco Bianco.

“E' presente – si legge nel verbale – il socio unico Comune di Catania, nella persona dell'Avv. Girlando Giuseppe, giusta delega del Sig. Sindaco del Comune di Catania che si acquisisce agli atti. (…) Passa la parola al Socio unico, nella persona dell'assessore avv. Giuseppe Girlando, il quale procede, in rappresentanza dell'intera proprietà, a nominare il nuovo organo amministrativo che sarà composto dai seguenti componenti...”

Scelte discrezionali, senza alcuna selezione pubblica, senza alcuna valutazione dei curriculum in sede di assemblea dei soci.

Con quale criterio il Sindaco, che ha delegato l'ex assessore Girlando a presenziare all'assemblea dei soci, ha scelto i nomi dei vertici di Multiservizi e delle altre partecipate che contemporaneamente nominavano nuovi Presidenti e nuovi Cda?

Com'è possibile che, come si evince dai verbali a oggi pubblicati, nessuna assemblea dei soci abbia valutato curriculum, deciso di avviare selezioni pubbliche, ragionato sui criteri di nomina, verificato i requisiti dei soggetti proposti?

Conosciamo e abbiamo già denunciato la logica di spartizione politica che ha caratterizzato le nomine delle partecipate e ricordiamo come, ad assemblee dei soci ancora in corso, la stampa fosse già in grado di fornire i nomi dei nuovi Presidenti delle partecipate.

È nota l'intenzione dell'avvocatura comunale e del Collegio di difesa del Comune di consigliare all'amministrazione comunale, alla luce dell'apertura dell'indagine, la revoca in autotutela di tutti gli incarichi di vertice delle società partecipate.

Le dichiarazioni dell'Assessore al Bilancio Parlato nel merito della vicenda appaiono però surreali. È inaccettabile infatti che, nonostante le evidenti anomalie nelle nomine, il neo assessore rimandi a dopo l'approvazione del bilancio la verifica del rispetto delle norme. È di tutta evidenza che, nel rispetto della legalità e a tutela dei cittadini e dell'ente non è possibile attendere un minuto in più per sapere se gli amministratori delle partecipate sono in possesso dei requisiti necessari e se sono legittimati a dirigere le società. Pretendiamo oggi, che anche la magistratura ha acceso i riflettori, che il Sindaco di Catania Enzo Bianco e l'Assessore Parlato diano delle risposte immediate.

Catania Bene Comune, nell'interesse dei servizi pubblici locali, patrimonio dell'intera cittadinanza, indipendentemente dalle valutazioni degli organi comunali e della magistratura, chiede ai Presidenti delle società  Multiservizi, AMT, Sidra, Asec, Asec Trade e all'amministrazione comunale di avviare le procedure per la selezione pubblica, attraverso un'attenta valutazione di requisiti e professionalità, dei nuovi vertici delle società partecipate del Comune di Catania.

È infatti opportuno che si chiuda questa avvilente pagina della storia della città fatta di nomine motivate esclusivamente dal tornaconto politico in vista di alcune votazioni in Consiglio Comunale. Una pagina politica vergognosa fatta di amministratori che pensano di poter utilizzare i servizi pubblici locali come posizioni di potere di una certa area politica.

I Presidenti e i consiglieri d'amministrazione delle partecipate rimettano il mandato, le assemblee dei soci avviino la selezione pubblica dei nuovi amministratori, il Sindaco non scappi dal confronto e dia spiegazioni.

Catania Bene Comune

Martedì 6 Dicembre 2016

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