La villa Bellini deve essere sempre aperta a tutti. La festa del PD si svolga nelle aree autorizzate.

Dal 28 agosto all'11 settembre il piazzale della villa Bellini, denominato “piazzale delle carrozze” e il piazzale sovrastante, denominato “piazzale dell'ex casetta cinese” sono concessi dalla Direzione Ecologia-Ambiente del Comune di Catania al Partito Democratico per lo svolgimento della Festa nazionale de L'Unità 2016. La richiesta del PD  e l'autorizzazione della Direzione Ecologia prot. n. 293903 del 19 agosto 2016. 

L'autorizzazione, seguita a un banalissimo nulla osta dell'Ufficio di Gabinetto del Sindaco, è ad utilizzare solo le due aree del giardino Bellini: 754 mq come area commerciale e 1330 mq per “uso politico”, esclusivamente dalle ore 18 all'una di notte. Come si evince dagli allegati grafici. Non concessa per lo svolgimento della festa l'area antistante l'ingresso di via Etnea e il piazzale di fronte la nota “vasca dei cigni”, che però risultano occupati da totem e stand del PD.

Il Giardino Bellini è grande, nel suo complesso, 70mila 942mq. La festa è autorizzata a svolgersi in poco meno di 2mila mq, il 3% dell'intera area della villa.

Nonostante questo la villa Bellini, tra le principali attrazioni turistiche della città e considerata “tra i giardini più belli d'Europa”, da 10 giorni è interamente blindata. Due dei tre ingressi, fondamentali per chi ogni giorno attraversa la villa, dalle ore 13 fino alle 7 del mattino sono chiusi, l'ingresso monumentale di via Etnea è presidiato da un esagerato numero di poliziotti, militari, carabinieri e finanzieri. Le vie limitrofe vengono insensatamente chiuse al traffico di volta in volta e in tutta l'area perimetrale è impedito il parcheggio.

Centinaia sono le persone che negli ultimi giorni hanno visto negato l'ingresso dai cancelli di piazza Roma e piazza San Domenico e in tanti hanno preferito non frequentare la villa perché eccessivamente militarizzata. Poco felice è fare le giostre accanto a manganelli e mitragliatrici in dotazione alle forze dell'ordine.

Il parere rilasciato dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania prescrive che “negli orari di chiusura al pubblico del giardino si limiti l'afflusso dei visitatori esclusivamente all'area interessata dalla manifestazione mediante delle transenne presidiate da personale di vigilanza, prevedendo come ingresso quello di via Etnea” e ciò riguarda esclusivamente la sera dopo le 21, normale orario di chiusura al pubblico della villa.

A fronte di simili autorizzazioni è assolutamente inaccettabile che due dei tre ingressi alla villa siano chiusi negli orari di normale apertura al pubblico; è inaccettabile la presenza di varchi di sicurezza, gestiti da esponenti del PD e delle forze dell'ordine agli ingressi della villa, in aree ben lontane da quelle autorizzate ad ospitare l'evento; è assurdo l'utilizzo di centinaia di uomini e mezzi di polizia, carabinieri, guardia di finanza, esercito e polizia municipale al fine di presidiare un perimetro 35 volte più vasto di quello occupato dalla festa.

Si tratta di una militarizzazione del territorio priva della minima giustificazione che porta alle assurde conseguenze di chiedere alla Lega Calcio di rinviare persino la partita del Catania per ragioni di ordine pubblico.

Non possiamo accettare che l'allerta terrorismo consenta alle autorità di sottrarre alla cittadinanza uno dei suoi beni e spazi più fruiti e preziosi. Passaggio al Metal detector, perquisizioni, blocchi, se accettati dall'organizzazione della festa, vengano svolti nelle aree interessate dalla festa, non all'ingresso della villa che, per il 97%, è libera e non impegnata da alcun evento. Si tratta di buon senso e di decenza.

Inoltre è evidente che il millantato “afflusso di migliaia di visitatori” riportato anche negli atti amministrativi del Comune, non si stia verificando e sull'attuale affluenza di pubblico, alcune centinaia di persone solo dopo le 19, vanno ricalibrate le misure di sicurezza.

Le feste politiche, sia chiaro, sono una cosa bella ed è un fatto positivo che si svolgano in città. Un momento laico di incontro, dibattito e festa è importante per la democrazia. Le feste di partito sono storicamente uno dei modi per rompere la distanza tra certa politica e cittadinanza, e anche per constatare la bontà dell'azione di governo, amministrativa o l'efficacia del ruolo di opposizione. Proprio per questo pare assurdo e innaturale limitare gli accessi o impedire dibattiti e eventuali contestazioni. Contestazioni, sia chiaro, verso esponenti del Governo e quindi verso soggetti obbligati a rispondere a tutto il paese per le loro azioni, non solo a una parte politica. Chiudere agli interventi esterni la festa però pare essere la scelta del Partito Democratico: gestiscano come credano i loro dibattiti ma non è accettabile che in funzione degli eventi della festa sia limitato l'accesso e la fruizione di un'area 35 volte più vasta.

Le autorità pubbliche, Comune, Prefettura e Questura in primis devono intervenire immediatamente per ripristinare la libertà di accesso alla villa Bellini, sorvegliando in maniera speciale, qualora ce ne fosse bisogno, per ragioni di sicurezza, solo le aree effettivamente autorizzate ad ospitare la festa. La villa deve essere aperta, sempre, da tutti gli ingressi!

È infatti gravissimo che misure “antiterrorismo” vengano utilizzate e strumentalizzate per allontanare l'opposizione politica o per limitare l'accesso della cittadinanza nel proprio parco. La città non può lasciarsi ingannare.

Invitiamo Questore e amministrazione comunale a lasciare aperta la villa comunale, senza il minimo intralcio, alla cittadinanza.

Bianco si ricordi di essere il Sindaco della città e di dover tutelare gli interessi collettivi prima di quelli del suo partito, e smetta di giocare a fare il Ministro degli Interni o il capo della polizia.

Riaprite la villa, subito.

I documenti allegati sono stati consegnati a Catania Bene Comune dopo una richiesta di accesso agli atti dagli uffici competenti e sono ora pubblici.

Catania Bene Comune

Mercoledì 7 Settembre 2016

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