Tondo Gioeni. I soldi risparmiati con l'abbattimento vadano per la sicurezza nelle scuole.

Il ponte del Tondo Gioeni
È fatto conclamato che risiede nell'indole di ciascun catanese la tendenza all'eccesso, all'esacerbazione, a rendere anche il fatto più insulso degno del racconto più avvincente, della narrazione più accattivante. Da sempre questo carattere del cittadino etneo si è intrecciato, inspiegabilmente ed inesorabilmente, con le scelte sull'urbanistica e sulla viabilità. I cavalcavia sono stati trasformati in ponti che nulla avevano da invidiare a quello di Brooklyn, i sottopassi sono diventati tunnel, i lavori di manutenzione sono stati elevati a grandi eventi. Il dibattito sull'opportunità dell'abbattimento e sulla bellezza degli Archi della Marina si protrae in città da più di un secolo, di scapagniniana memoria è l'abbattimento in diretta streaming del Ponte di Ognina, grande scalpore ha destato il mutamento dei sensi di circolazione intorno a via Vittorio Emanuele così come l'inaugurazione di una nuova linea dell'autobus, solo per il fatto di avere un nome accattivante, ha intasato per settimane le pagine dei giornali. 

Così anche in questa calda estate, la prima della vecchia-nuova era Bianco, non ci resta che parlare di ponti, di traffico, di abbattimenti. Nessuna altra priorità evidentemente. Il ponte sul Tondo Gioeni, inaugurato 49 anni fa, deve essere in fretta e furia abbattuto. Eppure questa volta a motivare l'urgenza, lo stravolgimento del traffico, l'impiego di uomini e mezzi, la riattivazione dei progetti di ammodernamento della circonvallazione appaltati alla TOSA S.r.l., non c'è la smania di grandezza che travolse Umberto Scapagnini, la voglia di lasciare un segno nella città (che ancora oggi piangiamo) ma l'emergenza sismica, la voglia di sicurezza, il senso di responsabilità di un'amministrazione che non se la sente di far correre un pericolo ai propri cittadini. Almeno così dicono dal Palazzo: magnanimità da buoni padri di famiglia. 

Non la pensava però così la passata amministrazione che il 7 marzo 2012 e di nuovo il 19 luglio dello stesso anno, solo per citare le ultime riunioni di Giunta, approvava delibere volte ad avviare lavori di manutenzione e “adeguamento sismico” del ponte sul Tondo Gioeni. Il ponte doveva restare secondo l'ex Sindaco Raffaele Stancanelli e anche secondo l'Assessore Arcidiacono oggi convertito alla demolizione, alla primavera di Bianco e alla vicepresidenza del Consiglio Comunale. Per finanziare i lavori di consolidamento del ponte la vecchia amministrazione aveva approvato una variante al progetto che coinvolge il tratto di circonvallazione “tondo Gioeni-via Sebastiano Catania” e stanziato 6.800.135,77 euro (Delibera n.420 19 luglio 2012), di questi 4.621.588,22 euro venivano elargiti dalla Regione Sicilia attraverso i fondi relativi alla L.433/91 e 2.178.547,55 euro 
venivano cofinanziati del Comune di Catania. 

Insomma, quasi 7 milioni di euro per riparare il ponte e mantenerlo in piedi. Ma Bianco, evidentemente, non ci sta. Il 31 luglio del 2013 riunisce la Giunta della Primavera, annulla i lavori di consolidamento del ponte, blocca le spese a carico del Comune e ne annuncia l'abbattimento. A quel punto con l'Assessore D'Agata nei panni di Tom Cruise lancia la Mission Impossible. Nel frattempo Mario Ciancio, attraverso le pagine del suo giornale "La Sicilia", trasforma i lavori pubblici in evento mediatico, i progettisti in eroi dei nostri tempi, il sovrappasso del Tondo Gioeni nel simbolo della città che cambia. E intanto la TOSA S.r.l. ringrazia la Giunta Bianco per essersi trovata inaspettatamente (almeno che qualcuno non abbia dato la soffiata in campagna elettorale) di nuovo al lavoro sulla Circonvallazione di Catania. 

I perché di tanta fretta nell'avviare i lavori, le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a risolvere le emergenze sismiche della città proprio a partire dal ponte del Tondo Gioeni forse non li conosceremo mai, resteranno chiusi tra le mura di Palazzo degli Elefanti. Tuttavia, fuori dalle solite maldicenze e dai naturali maldipancia, neanche minimamente affascinati da una minoranza in Consiglio che rinfaccia alla Giunta la celerità dei lavori e delle scelte, loro abituati alla cattivissima amministrazione, solidali solo con le proteste del proprietario del chiosco sotto il ponte Gioeni costretto alla chiusura, non possiamo che apprezzare la solerzia con la quale l'amministrazione Bianco ha deciso di affrontare l'annoso problema del rischio sismico. 

Non è da poco spendere milioni di euro, bloccare il traffico della principale arteria cittadina, coinvolgere in pieno agosto tutte le autorità pubbliche nella gestione del cantiere e della mobilità col solo fine di rimuovere quel ponte sul Tondo Gioeni che in caso di terremoto avrebbe potuto causare danni enormi alle decine di persone in transito con le loro automobili sotto e sopra il sovrappasso.

Se fosse autentica volontà di sicurezza, se effettivamente è il rischio sismico ad aver motivato i lavori, se è l'incolumità dei cittadini l'unico obiettivo dell'amministrazione, così come non vogliamo dubitare che sia, certamente la Giunta Bianco risponderà con altrettanta urgenza, solerzia e con pari investimento economico alle ben più urgenti situazioni di pericolo. 

Infatti i bambini che viaggiano sul sedile posteriore di un'automobile fino a ieri passavano pericolosamente solo per un paio di secondi sotto o sopra il ponte del Tondo Gioeni ma, purtroppo, stavano seduti per ore nelle sedioline delle loro scuole, per l'80% inagibili e senza certificato antisismico. Quando ricomincerà la scuola quello straordinario pericolo che pendeva drammaticamente su quel tratto della circonvallazione sarà stato rimosso ma migliaia di bambine e bambini delle scuole catanesi continueranno a studiare, i docenti e il personale a lavorare in luoghi ben più pericolosi del sovrappasso inaugurato 49 anni fa. 

Sarebbe utile e quanto mai urgente che al pari di ciò che sta avvenendo sulla Circonvallazione il Comune attivi con altrettanta enfasi e ancor maggiore impegno un piano per rendere sicure le nostre scuole, almeno quelle di competenza esclusiva dell'amministrazione comunale. Le risorse, per iniziare, possono essere reperite tra quelle risparmiate grazie all'abbattimento del Ponte Gioeni che, senza contare i fondi provenienti dalla Regione, ammontano a 2.178.547,55 euro. In questo modo la Giunta Comunale potrebbe coniugare lo sterile vanto per la buona conduzione economica con opere utili a tutta la cittadinanza. 

Potrebbe però capitare, come suole accadere a Catania, che i buoni propositi e le battaglie di principio scadano non appena raggiunto il fine economico, l'interesse di parte, il clamore mediatico. Potrebbe capitare che passata l'Estate, nella città che conterebbe 160 mila morti in caso di forte terremoto, ci si dimentichi nuovamente del rischio sismico. Se capitasse, la demolizione del ponte sul Tondo Gioeni si tradurrebbe in un enorme imbroglio volto solo a spendere denaro e a produrre un po' di pubblicità gratuita al nuovo Sindaco. L'evento a cui stiamo assistendo in questi giorni si trasformerebbe in un fuoco di paglia, inutile e insulso, volto solo a suscitare, tra qualche anno, un po' di nostalgia. E così come ricordiamo malinconicamente quel brivido che coglieva tutti nel passaggio sotto il ponte di Ognina, allo stesso modo ricorderemo quel sovrappasso, senza infamie e senza lodi, che ha raggiunto l'apice del successo e della notorietà proprio in occasione della sua scomparsa. 

Matteo Iannitti
Catania Bene Comune

Giovedì 8 Agosto 2013

Commenti

Nessuno ha notato che accanto all'ex ponte insiste uno stabile pericolante. E come facevano a notarlo visto che oramai da decenni lo stesso fà da supporto ad immensi cartelli publicitari? (ma non era vietata la cartellonistica publicitaria in prossimità di arterie di viabilità importanti?), e quindi il bianco sindaco non si è avveduto di tale pericolo. Per non parlare delle varie scuole, (Boggio Lera per esempio) di cui avete già ampiamente parlato voi. Vorrei lanciare un avviso a chi mi parlerà bene del bianco sindaco: lo spernacchio a vista!

Le modifiche climatiche degli ultimi venti anni con il passaggio in citta' di forti perturbazioni comporteranno rischi sempre maggiori per la cartellonistica pubblicitaria stradale, non progettata per resistere al vento forte. 

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