Salviamo il Vittorio Emanuele!

 L'ospedale Vittorio Emanuele
Il Governo Regionale ha deciso di chiudere l'Ospedale Vittorio Emanuele di Catania e minaccia di chiudere anche il Santo Bambino e il Santa Marta, la nuova amministrazione comunale guidata da Enzo Bianco, invece di opporsi, ha in mente di regalare ai privati quelle aree per permettere la costruzione di costosissime residenze (private) per studenti universitari.

L'Ospedale Vittorio Emanuele possiede un Pronto Soccorso tra i più utilizzati in città, eroga ogni anno 680 mila prestazioni mediche, garantendo il diritto alla salute a decine di migliaia di catanesi, inoltre rappresenta un elemento centrale per l'economia del quartiere. L'Università di Catania invece ogni anno perde centinaia di iscritti a causa di tasse sempre più alte, di mancanza di borse di studio, del numero chiuso e di insufficienti aiuti agli studenti meno abbienti. Per bloccare la fuga dagli studi universitari di tanti giovani non occorrono campus privati per ricchi ma servizi gratuiti, trasporti, regolarizzazione degli affitti e borse di studio per gli studenti.

Contro la chiusura dell'Ospedale Vittorio Emanuele, contro la speculazione dei privati su quell'area, per reclamare diritti e servizi per gli abitanti del quartiere vogliamo costituire un comitato che si opponga alle scelte miopi e scellerate dell'amministrazione comunale Bianco e del Governo Regionale Crocetta. Occorre che la parola torni agli abitanti per decidere, dal basso, come utilizzare quell'area e quali sono le priorità del quartiere.

ASSEMBLEA GIOVEDI' 11 LUGLIO ORE 20,30 PIAZZETTA DEI MIRACOLI

Tu cosa proponi per il Vittorio Emanuele e il sistema ospedaliero della città?
Scrivi la tua proposta nel "Laboratorio delle Idee".

Venerdì 5 Luglio 2013

Commenti

Lavoro spesso all'Ospedale Vittorio Emanuele, le condizioni sono pessime, non so come facciano a tenere aperta quella struttura e a definirla "ospedale", i medici possono essere bravissimi e di eccelsa qualità, ma se la struttura e i mezzi non lo consentono poi scoppia il caso di malasanità, ovviamente mancano i fondi per farlo funzionare a regime. Catania non perderà un ospedale, perché a breve sarà aperto l'ospedale di Librino, e reputo giusta la scelta di dislocare i nosocomi in periferia, come lo è il Garibaldi Nesima, Policlino, il Cannizzaro, evitando in questo modo che le ambulanze siano rallentate dal traffico cittadino. Se poi si vuole fare "lotta" a prescindere, fate pure, noto con disappunto che a  rifondazione è rimasto solo questo.

di fatti si chiede che venga mantenuto il pronto soccorso che è come ben saprai è una struttura che possa rispondere alle emergenze non strettamente gravi, e possa essere raggiunta a apiedi dagli abitanti della zona, che come saprai il collocamento degli ospedali fuori dai centri città come giustamente dici favorisce la circolazione più veloce delle ambulanze ma aumenta il numero delle ambulanze che devono circolare aumentando i costi per la collettività, mentre un ambulatorio può essere essere utile per gli abitanti e ridurre i costi della collettività

Sapete quanto costa gestire un ospedale? Tenere aperto solo il pronto soccorso non ha senso, perché il prontosoccorso oltre alle prime cure serve per smistare i vari pazienti. Se il paziente ha un appendicite che si fa? Si opera direttamente in prontosoccorso o si chiama un ambulanza per portarlo in ospedale? Per rispondere alle emergenze non strettamente gravi c'è la guardia medica del Corso Italia e i medici di famiglia, che hanno il ruolo di svolgere quello che al pronto soccorso vengono definiti codice Bianco o Verde, ma capita che alcuni di essi svolgano solo funzioni di segreteria, non facendo altro che congestionare le sale d'aspetto dei prontosoccorso, concepito per altre funzioni. Questo è un reale spreco, non l'aumento delle ambulanze come dici tu (ma in che senso? ogni ambulanza trasporta un malato o malati che si trovano nello stesso luogo e nello stesso momento che non hanno bisogno di essere lettizzati).P.S. A Catania mancano i consultori, non i prontosoccorso.

Secondo me dovrebbe esistere comunque un presidio anche solo per le emergenze. Ritengo che sia importante che ci sia la struttura a librino ciò non toglie il fatto che non si può. Lasciare il centro della città solo con una guardia medica, che non serve a niente, al corso italia.

Per fortuna la maggior parte dei commenti è di buon senso, segno che s'è capito che la volontà di tenere aperto quel tugurio in una zona congestionata che non consente il pronto intervento, è sintomo di una volontà opportunistica di una certa MALA POLITICA CATANESE.

Anzichè essere contro la chiusura dell'ospedale Vittorio Emanuele, perchè non proporre il miglioramento di una struttura alternativa (ospedale Garibaldi di pzz S. Maria di Gesù) situata a meno di 2 km di distanza dal suddetto? Basti pensare al fatto che logisticamente è più facilmente raggiungibile (non bisogna transitare su Via Plebiscito per raggiungerlo). Sembra quasi si voglia sempre fare una politica del "contro" mantenendo in vita relitti poco funzionali e in condizioni disastrate.

Mincia scusate, io pensavo che si facesse per quelli che avessero bisogno di cure mediche! Beh, immagino che per un fuori sede sia più comodo partire dal fortino, arrivare al corso italia  a piedi, di notte, aspettando 3 ore per farsi dare una zimox. Quella zona vi sembra congestionata? Siete mai passati dal viale Mario Rapisardi nelle ore di punta per raggiungere il Garibaldi nuovo? E mala politica Catanese lo dici a tua sorella, perchè fino a prova contraria la mala politica la continuano a fare quelli che hanno governato e sventrato da sempre questa città. Opportunistica... non direi, non abbiamo nè i mezzi nè la voglia di fare comizi elettorali come fece l'ex D.G. del Garibaldi Navarria per suo figlio al consiglio comunale. Per cortesia, che si commenti sul merito. Meglio il campus universitario per liberare l'antico corso da quelli che ci abitano, vero? Se qualcuno scrive per provocarci, meglio non scrivere. Se quello che scriviamo vi sembra stupido, argomentate la stupidità delle argomentazioni. Non sapete nemmeno chi siamo e come ci organizziamo e sparate parole a caso. Se avete qualcosa da dire venite giovedì. Perchè in questo modo sono solo cose scritte che nessuno legge a parte noi...

Appunto... per lo zimox non c'è bisogno di andare al pronto soccorso, basta andare in farmacia. Per andare al Garibaldi nuovo si va dalla circonvallazione, se sei masochista da buon rifondarolo prendi da Viale Mario Rapisardi.

L'opposizione populista, incosciente e "a priori" la lasciamo fare a chi tramite questi mezzi racimula consensi senza presentare un progetto di città o un modello di sviluppo. E' la propaganda, anche quella istituzionale, incosciente e populista che intendiamo combattere. Perché quella fa danni, danni enormi. La chiusura di un ospedale storico, tra i più utilizzati di Catania, che serve molti quartieri disagiati della città è un fatto serio, complesso, dalla gestione non facile. Quando si paventò l'ipotesi di chiusura del Vittorio Emanuele nel 2010 tutti i partiti politici, tutte le associazioni di cittadini si scagliarono contro. Decine di comunicati, proteste formali, interrogazioni parlamentari si susseguirono per evitare la chiusura. Trasversalmente si aveva la consapevolezza di cosa significasse applicare il piano di ridimensionamento ospedaliero regionale voluto dall'allora Governo Lombardo. La giusta osservazione dell'apertura dell'Ospedale San Marco a Librino, anche all'epoca, non aveva convinto tutti: perché l'apertura di un nuovo ospedale in periferia dovrebbe eliminare i problemi riguardanti la chiusura di un ospedale in centro? Passano i mesi ed eccoci qui di fronte alla scelta, ribadita dal Governo Crocetta (in continuità con molte cose col predecessore) di chiudere il Vittorio Emanuele. Qui si colloca la nostra iniziativa. Chiude uno degli ospedali più importanti della città...cosa fa la città? Si interroga su come verranno garantiti i servizi? Si chiede che fine faranno i posti letto? Che fine faranno i lavoratori dell'indotto (ammesso e non concesso che i dipendenti pubblici verranno trasferiti in altre strutture ospedaliere)? Di fronte la chiusura come verrà garantita l'assistenza sanitaria nella zona? Come verranno utilizzati quegli spazi? Quali interventi sono previsti per i quartieri limitrofi a cui manca tutto? Un'amministrazione non populista risponderebbe a queste domande. Noi, attraverso un'assemblea, convocata da Catania Bene Comune giovedì 11 luglio, cercheremo di sviluppare il nostro punto di vista, tutto qui.Invece l'amministrazione comunale parla solo di come svendere ai privati (chissà chi?) degli spazi straordinari della città. Questa è mala amministrazione, la nostra è sana politica...di opposizione, non a priori, ma verso le logiche malate che ancora dominano la città.

Iannitti mi sei simpatico, ma manchi di onestà intellettuale. Il Vittorio Emanuele sta carennu, ci sono padiglioni dove letteralmente ci piove dentro, per renderlo efficiente servono milioni di euro che il "pubblico" non può sborsare, quindi reputo giusto l'affidamento al privato per evitare che diventi una struttura abbandondata, lasciandola alla libido dei vandali. Come dice un commento sopra, a pochi passi c'è il vecchio Garibaldi con pronto soccorso. Gli ospedali venivano costruiti in passato esclusivamente per favori elettorali e per attrarre elettorato, da allettare nelle varie propagande elettorali della prima repubblica; nella seconda invece si sono fatte le propagande per evitare che gli ospedali costruiti per soli fini propagandistici venissero chiusi, dimenticando che ci sono molti ospedali che gravano in modo insostenibile sulle casse regionali e nazionali, ma che non hanno quasi o pochissima utilità diagnostica. Forse è l'unica cosa giusta che Lombardo prima e Crocetta dopo abbiano fatto, perché la sanità ha un costo e gli sprechi vanno estirpati, possibilmente senza regalare quei soldi risparmiati alle strutture private degli amici (quella è un' altra storia). I problemi della sanità a Catania non è vittorio si, Vittorio no, i problemi sono dovuti alla mancanza talvolta dei farmaci, anche i più banali, le nomine dei direttori sanitari fatte nelle segreterie dei partiti, la speculazione nelle convenzioni con i privati, poco personale sia medico che assistenziale, ma anche mancanza di informazione sanitaria da parte della popolazione, che per un puntino rosso sulla cute si reca al prontosoccorso, tanto è gratis. 

Sappiamo tutti che la Sicilia spende gli stessi soldi della Fillandia dove ci sono i migliori ospedali di Europa. Sappiamo tutti degli sprechi. Sappiamo tutti che ai privati vengono sborsati la maggiorparte dei soldi della Sanità. Se una struttura è fatiscente la colpa è solo di una cattiva gestione dei soldi pubblici, i mie e i vostri soldi, per far arricchire i soliti noti! Il fatto che abbiamo una memoria corta molto corta!  

non dimentichiamo nemmeno che esiste il garibaldi vecchio, a neanche 400metri dal vittorio emanuele, non c'è bisogno di andare in corso italia alla guardia medica. Recentemente ho avuto la sfortuna di entrare al vittorio ed effettivamente "sta fitennu", solo i medici sono buoni, ma la struttura è veramente fatiscente.. 

il problema è semplice, nei paesi capitalisti la sanità come tutte gli altri servizi sono solo profitti interessi affari corruzione , la salute del cittadino è di interesse secondario, la classe dirigente punta alla rpivatizzazione di tutto per aumentare i profitti, la chiusura di ospedali servono al capitalismo per tagliare le spese e approfittare della dismissione di immobili e aree da sfruttare per le speculazioni, il vero obbiettivo è la sanità rpivata stile americano, chi ha i soldi si cura gli altri crepano 

Ho letto i diversi commenti a questa notizia e mi permetto di apporre alcune osservazioni che spero siano di contributo al dibattito. Lo stato del Vittorio è noto a tutti ma il punto non è questo, è necessario comprendere il sistema di accordi per cui si costruiscono nuovi ospedali e si dismettono quelli esistenti. Quanto costa ai cittadini questo passaggio? e quanto in posti letto? servizi di prevenzione? Credo sidebba approfondire questo argomento anche tenendo conto di queste domande e chiarire quale sia la politica sulla sanità nel territorio. Al vittorio esiste un servizio di pronto intervento di pediatria, cosa ne sarà in futuro? La regola che vede le logiche di mercato sovrane sulle scelte dei beni comuni ci indirizza su strade che non ci conducono da nessuna parte o verso l'impoverimento del Welfare come sta accadendo in europa in tutti i settori, scuola, ferrovie ecc... . Quindi fa bene Iannitti a lanciare la discussione su questi temi ma farebbe altrettanto bene ad avviare i giusti approfondimenti in merito, magari promuovendo incontri i medici. Le ragioni del denaro non sono mai dalla parte dei cittadini, della gente e mi pare sia sotto gli occhi di tutti. Questa non è demagogia ideologica mi pare. 

appena finito di leggere l'articolo ho creduto che si trattasse di una burla o di quegli, ormai troppo poco, ironici articoli di propaganda becera; ma dal numero e dalla profondità dei commenti ritengo si tratti di ben più di un inconsistente articolo. La piccolezza con la quale si affronta uno dei temi fondanti del "fare la città" è veramente da relegare a commentucci da bar o simili. Se Catania ha la possibilità di diventare una realtà di rilievo in Italia e in tutto il mediterraneo non lo deve certo alla inconsistenza di certi pareri cittadini, quanto alle sue eccellenze, parlo proprio dell'Università. Il problema è che anche chi frequenta le università, a volte, non è neanche capace di saper vedere oltre ad un palmo da quello che la quotidianità di provincia nella quale è cresciuto e punta a restare.Dopo questo sfogo, concedetemelo per cortesia, spenderò solo una parola in più in favore di questa operazione saggia e lungimirante che punta al decongestionamento del centro città e di uno dei quartieri più popolosi e quindi disorganizzati di Catania. E voglio spenderla riflettendo sul vivere bene, in una città a misura del cittadino, che è prima di tutto uomo di civiltà, cultura e produttività, non soltanto fatto -e grazie al cielo!- di istinto di sopravvivenza, ignoranza e spicciolo utilitarismo. Noi catanesi siamo detentori di una ricchezza, la nostra città, da fare invidia alle migliori espressioni della civiltà occidentale, e quello che di più giusto possiamo fare per la nostra terra è studiare e nutrire l'anima di tutto il bene possibile che ci sta intorno, per poter essere in grado di chiamarci "catanesi" del mondo, e non provincialotti consumisti e qualunquisti!

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