Catania città turistica? Ma l'ufficio turismo è quasi sempre chiuso!

Si è sempre detto – e la nuova amministrazione Bianco non si è astenuta dal farlo - che il turismo a Catania ed in Sicilia dovrebbe avere un ruolo importante poiché d'aiuto all'occupazione e all'economia; ma, a quanto pare, il turismo “volàno per Catania” rimane solo sulla carta: nessun amministratore è mai andato oltre le parole.

Nonostante l'immobilismo istituzionale però nell'ultimo decennio molti giovani (e meno giovani) catanesi hanno guardato con attenzione al mondo del turismo e, oltre alla nascita delle classiche trattorie tipiche e pub, sono sorti centinaia di B&B, nuovi alberghi e altre strutture ricettive. Nonostante gli impegni e i sacrifici dovuti all'attenzione per il rispetto delle numerose, complesse e a volte contraddittorie regole e gli sforzi volti ad offrire un'ottima accoglienza come noi siciliani siamo abituati a dare, ancora oggi la città di Catania non è pronta ad accogliere grosse masse di turisti, e mette a disposizione una programmazione e pianificazione turistica senza senso e totalmente inadeguata, concentrando faticosamente gran parte delle proprie attenzioni e risorse al solo mese di agosto, e dimenticando che il flusso turistico e le risorse potrebbero essere impiegate senza particolari sforzi tra marzo e ottobre. Inoltre la morbosa attenzione verso i croceristi rischia di far dimenticare i tanti che sarebbero disponibili a sostare a Catania per più di qualche ora. Palese esempio di tale disattenzione per il turismo è il fatto che l'unico (sic!) ufficio informazioni turistiche della città sia aperto solo nei giorni feriali dalle 8.15 alle 13.15... e tutto ciò avviene ancora oggi, sotto la nuova Giunta;

L'ufficio turistico di Catania. Chiuso.
è inoltre incredibile che la Provincia (prossima all'abolizione... a sentire Crocetta...) non abbia mai pensato di provare a colmare le lacune organizzative comunali e che non esista tra le due istituzioni un coordinamento basato sia su politiche e pianificazioni comuni sia sul piano più semplicemente organizzativo (come il materiale informativo da fornire ai turisti giunti in città).
È ancora incredibile che l'unico servizio pubblico che porti sull'Etna i turisti si riduca ad un autobus giornaliero, alle 8,15 del mattino, obbligando i turisti a cercare mezzi alternativi e favorendo un ulteriore ed inevitabile via vai di automobili nell'area del Parco dell'Etnea recentemente divenuto Patrimonio dell'Umanità Unesco; si fatica a credere che dopo le 8 di sera nessun autobus AMT arrivi alla Playa dove la così tanto amata movida catanese si sposta per i mesi estivi: una scelta che sfavorisce tutti coloro che sono privi di un mezzo privato – turisti inclusi - e che incentiva l'uso dell'automobile e conseguenti ingorghi nei pressi del Viale Kennedy nelle ore di punta e incidenti automobilistici, a volte, purtroppo, mortali. Ed è sempre l'AMT a fornire un incredibile esempio di disattenzione per i potenziali flussi turistici: la linea 534 nei mesi estivi vede ridurre il numero di corse tagliando fuori dalle possibili mete turistiche la zona di Aci Castello/Acitrezza.
E' assurda la recente scelta di “militarizzare” la zona dei pub del centrostorico, dando una cattiva immagine della città e lasciando, tra l'altro, al totale stato di abbandono altre zone di Catania dove ogni giorno avvengono atti di delinquenza soprattutto, nel mese di agosto, contro i turisti. 

Questi sono soltanto alcuni dei problemi legati al turismo a Catania e per poterli risolvere basterebbero piccoli investimenti: per aumentare esponenzialmente la vocazione turistica di Catania infatti sarebbe già sufficiente prestare attenzione al tema, prendendoci cura dell'esistente patrimonio culturale, monumentale e infrastrutturale e mettendolo a disposizione dei turisti. Tutto ciò senza dover elaborare chissà quali enormi progetti come quelli previsti nella variante PUA che prevede un'enorme cementificazione della Playa o progettando la costruzione di mega palazzi all'interno del Porto, così come attualmente prevede il suo piano regolatore. La umile e semplice cura delle tantissime risorse già presenti sul nostro territorio riuscirebbe, con semplicità, a fare la differenza, alimentando l'economia dell'intera città e non solo quella dei soliti noti. D'altronde il turista già paga per avere una città più accogliente attraverso una “tassa di soggiorno” versata nelle strutture alberghiere all'arrivo e devoluta interamente alle casse comunali. Che fine fanno questi soldi, attraverso quali servizi pubblici e gratuiti vengono restituiti al turista?

 Marcello Ranno, Operatore turistico e Catania Bene Comune

Mercoledì 7 Agosto 2013

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